lunedì 23 gennaio 2012

Solita noiosa analisi del voto

Premessa. Le Primarie sono state senza dubbio un successo: più di 4000 monzesi hanno partecipato a questa importante esperienza di democrazia. Una grande vittoria: di tutti i candidati e di tutto il centrosinistra.
Egidio è riuscito ad arrivare a 400 voti dal vincitore: non ci si può lamentare, visto l'enorme vantaggio  di cui godeva Roberto. Ora tutti insieme dobbiamo sostenere Scanagatti per cacciare questa Giunta che tanto male ha fatto a Monza.
Roberto può vincere! È un candidato competente e pragmatico e avrà, come è giusto, il mio pieno sostegno di Coordinatore di Circolo e membro dell'Esecutivo Cittadino.

La premessa era d'obbligo per evitare eventuali fraintendimenti.

Veniamo ora ai fattori critici di queste primarie:

Roberto ha vinto con solo il 34,4%. Difficile fare di meglio con 6 concorrenti di cui 4 del PD: decisamente troppi. Non ho compreso perché non vi siano stati degli apparentamenti. Forse il personalismo ha dominato troppo questa competizione.

Certi esponenti del PD (vedi gli indipendenti Pioltelli e Riboldi) potevano fare a meno di candidarsi, visto che non avevano ottenuto le firme necessarie tra gli iscritti. Mi aspettavo che il loro così forte desiderio di partecipazione fosse motivato da un cospicuo sostegno da parte della città e, invece, han fatto meno di 350 voti in due.

Non voglio essere ipocrita: sostenevo Egidio, è ovvio che lo preferissi a Roberto, ma la cosa strana è che anche chi sosteneva altri candidati l'avrebbe preferito a Scanagatti. Nonostante i numerosi tentativi di avvicinamento, però, non si è riusciti ad arrivare ad un accordo su una candidatura unica. Non ci si è riusciti, a mio modesto avviso, perché da una certa parte non c'è mai stata l'intenzione di raggiungerlo. Sarebbe stato un gesto troppo maschilista forse fondere il proprio comitato con quello di Longoni. O, forse, semplicemente ragionevole, visto che, se l'idea politica è la medesima, si cerca di portarla avanti tutti insieme, come si è sempre fatto, senza dividersi per mero protagonismo personale.
Tant'è però. Anche in questo Roberto ha dimostrato di essere all'altezza del compito affidatogli: ha compattato la sua squadra e ha prevalso sugli altri concorrenti. Ora andiamo a vincere la sfida e teniamo a mente gli errori fatti così da non ricommetterli in futuro.

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