Al di là delle battute al vetriolo che si sono scambiati i protagonisti della vicenda, c'è un dato di fatto che ci è ormai noto da molto tempo: il PD non ha una politica unitaria sui temi di lavoro e welfare.
Se, però, all'opposizione tutto ciò aveva un peso relativamente modesto, ora, col Governo Berlusconi alle spalle, in piena emergenza economica e con un governo tecnico che ci siamo impegnati a sostenere, il discorso è iniziato a farsi più complesso.
Se, però, all'opposizione tutto ciò aveva un peso relativamente modesto, ora, col Governo Berlusconi alle spalle, in piena emergenza economica e con un governo tecnico che ci siamo impegnati a sostenere, il discorso è iniziato a farsi più complesso.
Si sa che la proposta Fassina fu mal digerita fin dall'inizio: apparve ad un'Assemblea Nazionale di un anno e mezzo fa e fu approvata in fretta e furia, stralciando completamente le tesi del forum che aveva coinvolto i più grandi giuslavoristi italiani.
Se per un anno e mezzo ci si è limitati, però, a frecciatine e borbottii, ora la questione si sta facendo più problematica, visto che Partito e Segretario si sono impegnati ad appoggiare un Esecutivo molto liberal con intenzioni ben chiare riguardo al lavoro e al welfare: Monti e Fornero hanno in mente la flexsecurity di ichiniana memoria, non il documento Fassina ovvero la proposta ufficiale (ahimè) del PD.
La coerenza vorrebbe che o si fa opposizione a questo Governo sui temi del lavoro in virtù delle scelte prese nella primavera del 2010, oppure si dimissiona il responsabile nazionale e si assume una posizione più filo-governativa.
Non è una vendetta dei liberal sui reazionari della sinistra democratica, ma buon senso: è ridicolo che il partito avanzi una proposta politica e i Gruppi Parlamentari ne approvino una diametralmente opposta.
Se davvero si ritengono indispensabili le riforme che quest'Esecutivo vuole mettere in atto sul tema del lavoro e delle pensioni, Stefano Fassina deve farsi da parte, al fine di poter favorire un dialogo più sereno tra Partito e Governo.
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