venerdì 31 ottobre 2008

Barack Obama

Se ne vada

Il Pd non può accettare una persona che la pensa in questo modo.

Le parole della Binetti:
Le tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio di pedofilia.

Se ne vada!

giovedì 30 ottobre 2008

C'era tutta

C'era tutta la scuola e l'università lombarda oggi a Milano, per manifestare contro la conversione in legge del decreto Gelmini e, soprattutto, contro i tagli voluti dalla legge 133.
Alle 9 la partenza del lungo corteo da Cairoli. Un persorso di qualche km che, girando per le vie nei pressi del Duomo, ha portato me e Pippo fino a San Babila, poi in via Larga e infine nell'affollatissima Piazza Duomo.
Decine di migliaia di ragazzi, professori e bambini che manifestavano pacificamente contro le vergognose manovre di questo Governo.
Mi sono venute in mente le parole del Magnifico Rettore del Politecnico di Milano Giulio Ballio:
Insieme ad altri Rettori sto combattendo in tutte le direzioni che Vi ho delineato, ho bisogno dell'appoggio di tutti e soprattutto di Voi allievi. Se dovessero arrivare dal Governo segnali precisi di non disponibilità alla discussione sulla base delle linee che Vi ho indicato, allora sarà chiara la sua volontà di penalizzare anche gli Atenei più aperti al cambiamento ed i loro Rettori saranno costretti ad assumere tutte le iniziative necessarie per evitare la catastrofe dell'intero sistema universitario pubblico del Paese. Non possiamo perdere la battaglia volta a migliorare la competitività internazionale del nostro Paese, competitività necessaria per assicurare un futuro a tutti Voi.
Ed è questo che è avvenuto oggi: si è fatto fronte comune tra professori, studenti, personale ATA, rettori, presidi, ricercatori, dottorandi, assistenti, maestre e genitori.
Per quanto ne dicano B, la Gelmini o Maroni una simile mobilitazione non si vedeva da decenni. Non la si vedeva perchè una simile protesta non è politicizzata come si vuol far credere.
E' il Governo a volere a tutti i costi la politica all'interno di queste manifestazioni di dissenso, così da poterle giustificare con la solita filastrocca "gente manovrata dalla sinistra". Mangiafuoco che dà del burattinaio a Pinocchio.

La legge Gelmini e la 133 penalizzano tutti, indistintamente. Come si può far parte del sistema scolastico o universitario e appoggiare il Governo su simili disposizioni? Sindrome da Tafazzi, forse.

mercoledì 29 ottobre 2008

martedì 28 ottobre 2008

Nonza dice no anche ai pub

Monza, nonostante la sua ricchezza e i 120mila abitanti che la popolano, non possiede molti locali notturni, ma qualcuno di essi basta a raccogliere numerosi clienti fin dai più remoti comuni della Brianza. Una grande risorsa per la Città, che attorno a luoghi topici come Turnè, Tridente, Officine Libra e Gulliver vede raccogliersi centinaia di giovani. Dei veri e propri punti di aggregazione sociale, dove giovani e meno giovani si trovano per bere qualcosa assieme, scambiarsi opinioni, farsi una partita a scacchi o per un appuntamento galante.
Una risorsa che andrebbe incentivata, visto che molte città italiane ed europee ne hanno fatto un vero e proprio business.

Esiste, però, il rovescio della medaglia: molti di coloro che risiedono in prossimità di queste attività commerciali, infatti, risultano disturbati dal chiasso notturno.
Spetterebbe all’Amministrazione dirimere la questione e trovare un accordo tra le parti. E invece no: tra l’Ordinanza del Sindaco di quest’estate e l'ultimo report della Commissione Sicurezza della Circoscrizione Uno, mi sono ritrovato davanti una Maggioranza che risolve il problema nel più semplice, ma meno corretto, dei modi: accontenta i residenti, ma penalizza i gestori e i clienti dei locali.

Ci si lamenta spesso che Monza sia silente, che il Capoluogo brianteo stia morendo su se stesso, affogato dai Cinema Multisala, dai Centri Commerciali e dai locali-notturni-fuori-porta, ma, quando nascono spontaneamente dei luoghi di incontro, non si fa nulla per incentivarli, anzi li si penalizza. Un vero e proprio controsenso.

Con il consiglio di evitare di barricarsi dietro la scusa del “disturbo della quiete pubblica”, chiedo quali siano le effettive intenzioni di quest’Amministrazione e l’atteggiamento che intende adottare in futuro nei confronti di questi specifici esercizi commerciali e dei loro clienti. Alcuni locali monzesi, infatti, sono dei veri e propri centri di aggregazione giovanile: che senso ha predicare di volerne creare di nuovi, se si va a cancellare quelli già esistenti?


Interpellanza presentata da Marco Lamperti nel Consiglio di Circoscrizione Due del 23/10/2008.

La Russa ama la rissa

Una rissa, sì verbale, ma anche offensiva nei confronti della Direttrice de l'Unità Concita De Gregorio.
Sono allibito.

7 miliardi l'anno per inalare veleni

Marcello, intervistato da Daniele Martinelli, chiarisce un po' la questione dei cambiamenti climatici, del protocollo di Kyoto, del ruolo dell’Italia e delle intenzioni del Governo B.

News da Dario...

Creare un movimento giovanile non è uno scherzo, significa mettersi insieme e cominciare a delinare il futuro del nostro partito e dell’intera società italiana. Non si tratta di operazioni oscure di segreteria e piccole grandi manovre di bassa politica. Dobbiamo volare alto e dobbiamo farlo insieme.
Proprio per questo motivo, il tuo contributo è indispensabile, perché un sogno collettivo non nasce dalla mente o dalla penna di pochi singoli.
Non nasce in qualche oscuro ufficio romano ma nasce nelle piazze, nei bar, nelle strade, nelle nostre famiglie, nella rete.
Ecco ti propongo allora di iniziare a sognare assieme questo giovanile in modo aperto, spontaneo, trasparente cosi come dovrebbe essere la politica di un movimento giovanile nuovo e rivoluzionario.
Mettiamo insieme i nostri sogni, le nostre idee, le proposte che in questi mesi abbiamo meditato nel nostro cuore e condiviso con i nostri amici.
Partecipa anche tu al grande laboratorio collettivo “Il sogno” ed invia il tuo contributo al cambiamento del partito, del movimento giovanile e del Paese.

Dario Marini (marinidario@hotmail.com)
Candidato alla Segreteria Nazionale dei Giovani Democratici

Facciamo l'ipotesi...

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Questo fu il discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale nel lontano febbraio del '50.

domenica 26 ottobre 2008

25 ottobre Circo Massimo

Due milioni e mezzo di persone dicono i dati del partito. 200mila la questura. Io dico che superavamo il milione e 700mila. La battaglia dei numeri sembra non volersi arrestare e B vuole buttarla tutta in matematica per celare il grande successo della manifestazione di ieri.

Dopo quasi 8 ore di treno, il Bassa-velocità messoci a disposizione dal Pd milanese arriva in Stazione Termini e fuori si cominciano ad intravedere i primi capannelli democratici. Io, Fede e Chiara ci dirigiamo verso Repubblica e lì le bandiere tricolori sono migliaia.
Non partecipiamo al corteo: i morsi della fame sono troppo forti e vogliamo conquistarci una bella posizione per seguire il comizio, così, attraversiamo Roma incontrando qua e là manifestanti in cerca del punto di ritrovo. Roma è letteralmente invasa. Sono arrivati da ogni dove. Alle 15:30 mi chiama un amico di Bivona (Agrigento) e mi chiede dove mi trovo perchè anche lui è a Roma. Nel marasma generale, alla fine, non ci siamo nemmeno incontrati, resta il fatto che anche lui fosse a Roma.
Alle 16:30 arriva il Segretario, io sono letteralmente "appeso" sui fianchi scoscesi dello stracolmo Circo Massimo e, per poco, Adinolfi non mi cade addosso mentre si arrampica per raggiungere la sommità. Un Veltroni in forma, che parla da una pedana in mezzo alla folla, non sul palco, come vuole la miglior tradizione obamiana.
Punta il dito contro le "riforme" di scuola e di università, del razzismo dilagante, a cui questo Governo continua a strizzare l'occhio attraverso provvedimenti che farebbero accapponare la pelle in qualunque altro Paese Europeo.
Colpisce duro sull'ambiente, sbugiardando il Governo che utilizza dati falsi per giustificare le sue assurde decisioni.
E' il tema della crisi delle ultime settimane, però, a dominare il suo discorso: l'importanza di valorizzare i ceti medio-bassi, l'importanza che ha un Paese di costruire la propria ricchezza dal basso e non dall'alto.

Il popolo democratico ha accolto le parole del Segretario con applausi, è vero, ma applausi violenti, arrabbiati, di chi vuole lottare ma si è sentito un po' tradito in questi ultimi mesi (vedi video di Zoro), di chi, però, è stato rinfrancato e che ora desidera un'opposizione seria, un partito ben definito con una vera vocazione maggioritaria.

venerdì 24 ottobre 2008

Tutti a Roma!

Come al solito mi son mosso all'ultimo momento. Son riuscito, comunque, a trovare un biglietto del treno a prezzo stracciato (20 euro andata e ritorno).
Ora sono alla ricerca di un appartamento/convitto/hotel/pensione il più economico possibile.
Ci vediamo domani, a Roma!

I soliti giornali che travisano le parole del Premier: niente polizia nelle università

Io, però, l'ho sentito in diretta.

mercoledì 22 ottobre 2008

Attentato alla democrazia

Ai pacifici cortei di studenti B risponde con la polizia nelle Università.
Se davvero il Ministro Maroni darà seguito alle dichiarazioni del Premier, questo Governo dimostrerà di non avere rispetto per i valori democratici su cui è stato fondato questo Paese.
Impedire le dimostrazioni di dissenso sa tanto di regime, di anacronistici fascismi che da decenni non si vedono in Italia.
Il diritto di protestare non può essere cancellato a colpi di manganello.

lunedì 20 ottobre 2008

55171. Marco Lamperti - Monza

Firmate anche voi.

Dobbiamo vedere non le idee generiche ma come si possono realizzare le cose

Lui l'ha sempre fatto, per 98 anni.
Lo voglio ricordare attraverso la seguente dichiarazione, che rilasciò qualche anno fa al quotidiano Il Messaggero.

Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti e ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali – anticomunisti e antifascisti – che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni.

Penso sia un monito, l'ennesimo, l'ultimo che ci lascia...

Ciao, Vittorio...

domenica 19 ottobre 2008

Repubblicano e Obamiano

L'ex segretario di Stato dell'Amministrazione Bush, Colin Powell, voterà per Obama.
Obama "Offre occhi freschi e nuove idee" mentre il suo rivale repubblicano si limiterebbe a "porre in atto l'ortodossia dell'agenda repubblicana".
Non è un scherzo. Leggete qui.

No Italian? No Hospital!

L'emendamendo (all'articolo 35 del Testo unico sull'Immigrazione), presentato dalla Lega Nord, vuole ledere un diritto fondamentale dell'uomo: il diritto all'assistenza medica. I clandestini, infatti, non dovrebbero più fruire di cure, proprio perchè immigrati irregolarmente.
E' un documento vergognoso, eticamente inaccettabile e che nega i principi su cui è stata fondata questa democrazia.

Accendere la Berluscosione

A quanto pare non era solo una sensazione del sottoscritto: anche l'Authority la vede così.

sabato 18 ottobre 2008

giovedì 16 ottobre 2008

Siamo degli idioti

Leggete il post di Pippo e capirete perché.

La Italia de Silvio Berlusconi cree que...

Da El Pais. Non ho parole.

La lucha de la UE contra el cambio climático tendrá que esperar como mínimo hasta diciembre, y quizá hasta bien entrado 2009, ante la resistencia explícita de una decena de países que no creen que éste sea el momento de fijar estrategias, ni están dispuestos a asumir los sacrificios que supone alcanzar los objetivos que ellos mismos se marcaron hace año y medio. Italia y Polonia incluso esgrimieron ayer la amenaza del veto. Pero Nicolas Sarkozy martilleó que Europa debe estar a la altura del desafío histórico, que no puede renunciar y que en diciembre ha de haber forzosamente acuerdo sobre cómo seguir.

Desde Alemania a Italia, pasando por los bálticos o la propia Polonia, un sustancial número de países dicen ser conscientes de la importancia global de la lucha contra el fenómeno y de la necesidad de abordarlo... pero no aún o al menos no a cualquier precio. Bajo la presidencia alemana y con derroche de autobombo, los gobernantes comunitarios se comprometieron el año pasado a rebajar para 2020 un 20% la emisión de gases de efecto invernadero registrada en 1990, a que el 20% de la energía consumida fuera de origen renovable y a lograr un 20% de eficiencia energética.

La presidencia francesa de la UE tenía la intención de que ayer se aprobara un compromiso para fijar el próximo diciembre el plan para cumplir el triple 20 prometido, que la industria europea calcula le supondrá un coste de 180.000 millones de euros. Sarkozy tuvo que guardarse sus orientaciones en vista de las fuertes resistencias encontradas, aunque se ofreció a ser flexible para atender las preocupaciones de los socios. A la Alemania de Angela Merkel le preocupa lo gravoso de las contraprestaciones exigidas a la industria pesada germana, gran consumidora de energía. La Italia de Silvio Berlusconi cree que "no estamos para hacer el Quijote, cuando China o Estados Unidos no cortan sus emisiones", según el propio primer ministro italiano, quien esgrimió la palabra veto.

Qualcuno ha visto oggi il Ministro Prestigiacomo al TG5? Ripeteva le medesime parole di B. A dir poco imbarazzante a livello internazionale.

Ciak, Democrazia in scena

Ricordo l'iniziativa di domani: Lo Spettacolo della Democrazia.
Cena seguita da un viaggio nella storia dello spot elettorale per ripercorrere la politica attraverso le necessità, effetive o fittizie, dei cittadini elettori.

Vi aspettiamo alla Locomotiva di Vimercate (Piazza Marconi) assieme ai relatori Giuseppe Civati (Consigliere Regionale della Lombardia), Roberto Rampi (Vicesindaco di Vimercate) e Dario Marini (Candidato alla Segreteria Nazionale dei Giovani Democratici).

Punkministro

Doveva essere a Monza stasera, ma il Ministro Mara Carfagna, per via di impegni istituzionali, ha dovuto rimandare la visita. Oggi Repubblica scova sul sito Dagospia una nuova versione della showgirl: look particolare, decisamente più in carne e molto più bella e in salute di come appare attualmente.

133 motivi per protestare

Sono iniziate le manifestazioni contro la legge 133 (che colpisce le università statali) e la riforma Gelmini. Finalmente!

Ma che dite? Tutto allarmismo: il razzismo non esiste!

Me lo segnala Pippo: qui.

Un'altra...

Questa è la mozione della Lega Nord votata ieri in Parlamento. Le classi-ponte non possono essere d'ausilio ad una corretta integrazione, ma costituiscono un pericoloso precedente di distinzione culturale, linguistica e razziale. Se dovesse tramutarsi in legge, comincerei davvero a perdere le speranze per questo Paese, che di giorno in giorno si rivela sempre più intollerante e xenofobo. Tutti in piazza (quale? La vostra) e a Roma il 25!
Facciamoci sentire, diamine!

martedì 14 ottobre 2008

Auguri!

A chi? Al Pd. Me lo ricorda Lucio Scarpa dal Circolo Online Barack Obama. Il Pd compie un anno! L'atmosfera è cambiata e l'entusiasmo s'è un po' spento da quel 14 ottobre 2007. Occorre rialzarsi e continuare sulla strada che avevamo iniziato. Le critiche sono necessarie, purchè siano costruttive.

Una carnevalata

Parlo del Governo B e delle sue leggine ad personas. Questa è proprio una carnevalata.

Le 120 giornate di Sodoma e i 70 giorni di Gomorra

70 giorni. 2 mesi e mezzo. Entro la fine dell'anno Roberto Saviano, autore del libro Gomorra, verrà ucciso. Queste sono state le parole di un pentito riguardo le intenzioni dei padrini di Casal di Principe. Solidarietà ad un grande uomo, un grande scrittore, un eroe, che ha deciso comunque di continuare la sua lotta.

"Bush un grandissimo presidente" (risate)

Le parole di B su Bush, il Presidente responsabile della crisi finanziaria delle ultime settimane, di due guerre in oriente e della sconfitta del suo partito alle prossime Presidenziali di novembre. Sì, un grandissimo!

lunedì 13 ottobre 2008

Mentre noi pensiamo alle Primarie...

... qualcuno dice qualcosa sulla 133.

Varese come Montgomery

Sono passati 53 anni da allora, ma le cose non sembrano essere cambiate.
A Varese se sei una quindicenne marocchina, rischi di essere picchiata e apostrofata con appellativi di questo genere dalle tue coetanee. In Italia, però, il razzismo non c'è.
A volte mi vergogno di questo Paese.

domenica 12 ottobre 2008

I neri azzurri

Avete letto bene: non i (gloriosi) nerazzurri, ma i neri azzurri, che ieri hanno dato spettacolo a Sofia. Che vergogna!

sabato 11 ottobre 2008

Giovani confusionari

Pensavo che le Primarie dei GD avessero toccato il fondo. Ed effettivamente era difficile pensare ad un'organizzazione peggiore. Dagli introvabili moduli per la candidatura alla Segreteria Nazionale ai tempi troppo stretti, queste elezioni hanno assunto sempre più l'aspetto di una farsa.
Tra ieri e oggi, però, abbiamo voluto completare l'opera.

10 ottobre. Verso le 17 mi arriva la telefonata di Pietro, segretario in pectore dei GD di Monza e Brianza, che mi avvisa che i quattro candidati alla Segreteria Nazionale hanno destinato una lettera al Coordinamento Nazionale del Pd (e il Comitato Promotore Nazionale?!?!?!) per chiedere di procrastinare le elezioni di qualche settimana, al fine di permettere un corretto svolgimento della campagna elettorale e di garantire una maggiore partecipazione.
Al momento, pensando alla disorganizzatissima situazione brianzola, penso "Bene!".
Chiusa la telefonata con Pietro, mando un sms a Dario Marini (che dovete assolutamente votare!!!) per chiedere quante possibilità ci siano di un effettivo slittamento. Mi risponde subito. Mi spiega che la cosa è praticamente decisa e si attende solo l'ufficializzazione. In serata compare questo Comunicato Stampa sul sito del Pd.

Stamattina si son tenute le consultazioni nelle varie regioni per sentire un po' il parere dei vari CPP. Mi richiama Pietro verso le 15 di oggi, dicendomi che il caos in Lombardia è totale e, tutto sommato, a noi è andata anche bene: la nostra disorganizzazione, tipica delle neoprovince, ci ha permesso di non ritrovarci nella situazione degli altri GD della Lombardia (e d'Italia, presumo) con migliaia di euro spesi inutilmente (manifesti, concerti, volantini, etc...).

Ora siam tutti fermi, perchè ufficialmente le Primarie sono ancora fissate per il 17-18 ottobre, ma ufficiosamente sappiamo già che verranno calendarizzate nel mese di novembre. Quando? Boh! Aspettiamo il Coordinamento Nazionale del Partito che si riunirà martedì.
Mi domando che fine abbia fatto in tutto questo il CPN, che sembra non avere più voce in capitolo.

I dubbi si accumulano sempre più e devono essere chiariti alla svelta, perchè chi sta raccogliendo le firme per candidarsi all'Assemblea Nazionale e Regionale (io) non sa più, ora, quali siano i termini per la consegna. Il 14 o tre giorni prima delle Primarie (che non si terranno più, appunto, il 17-18 ottobre)? Non sappiamo che date comunicare ai militanti e al popolo giovane delle primarie, non possiamo stampare manifesti e/o volantini (e quei pochi che abbiamo sono da buttare) e non sappiamo quando si andrà a votare.

Comprendo perfettamente la richiesta dei 4 Candidati alla Segreteria: è stata più che legittima, ma il CPN, o meglio, il Coordinamento Nazionale (visto l'impalpabilità del primo) non poteva pensarci prima?

Political uncorrect

Il mio comportamento è decisamente political uncorrect, lo ammetto: la morte del neonazista Haider, leader dell'estrema destra austriaca, non mi tocca minimamente. Un uomo che ha sempre adottato una politica xenofoba e idolatrante nei confronti dell'antico partito Nazionalsocialista non merita minimamente la mia compassione.

mercoledì 8 ottobre 2008

Gli intenti di Dario

Qui.

Se ne frega!

Retaggi di un tempo che fu (terribile)...

Say No to Racism On Facebook

L'altra sera Pippo ha scritto una breve e semplice frase nel suo status che ha stuzzicato il mio interesse: i razzisti anche su Facebook, che tristezza!
Anch'io da qualche tempo vedevo girare gruppi come +Rum - Rom, Fuori tutti i rumeni dall'Italia o (come dimenticarne la raffinatezza?) EXTRACOMUNITARI CAGACAZZO A MORTE!!!?
L'altra sera, però, la frase di Pippo mi stuzzicò particolarmente e attraverso parole chiave come "extracomunitario", "rom", o "rumeno" ho scoperto un sottobosco davvero prolifero.
Ovviamente tutti questi gruppi dichiarano di non essere razzisti, ma solo contrari all'immigrazione clandestina e alla deliquenza d'importazione (chi è che è favorevole all'immigrazione clandestina, scusate?).
I titoli dei gruppi, però, non tradiscono la miglior tradizione popolar-razzista (i tre sopra sono degli esempi), ma sono le frasi lasciate sui wall dai vari utenti iscritti che difficilmente possono essere considerante non-discriminanti nei confronti di qualche popolo e/o etnia.

Marcello aveva già denunciato in passato l'esistenza di questi punti di aggregazione virtuali per gente comune, leghisti alla Borghezio, neofascisti o, semplicemente, per qualche intollerante di passaggio. E ora di dire basta!
Su consiglio di un Fb-friend ho aperto un gruppo: Say No to Racism On Facebook. Gli iscritti hanno il dovere di segnalare i gruppi pseudorazzisti o presunti tali. Poi si provvederà a segnalarli al Network che dovrà valutare se cancellarli oppure no.

Condizionale

Sarebbe da tenere in carcere, ma Francesca Mambro da ieri è libera, nonostante i 9 ergastoli e gli 84 anni e 8 mesi di condanna che le sono stati inflitti per la Strage del 2 agosto a Bologna, svariati omicidi, furto, rapina, etc...
Libertà condizionale fino al 2013, poi la pena sarà estinta. Il Pd Bolognese dice bene: «Una decisione incomprensibile».

Ci siamo!

Dal blog di Ciwati:
«"Ci sono": tutti a Roma il 25 ottobre - Tra tre settimane il Pd sarà in piazza a Roma. Non si può mancare. E il motivo più forte e comprensibile (anche se a tutta prima paradossale) per cui non si può mancare è che le cose, per il nostro partito, non stanno andando come ci saremmo aspettati. Il tema della manifestazione, per quanto mi riguarda, è la presenza politica del Pd in un Paese che si sta thatcherizzando in modo violento, all'insegna di una lettura superficiale e sbrigativa dei processi di trasformazione della società, a favore del più forte. Dove è il Pd? E' il caso di rispondere che c'è, che sarà a Roma un sabato di ottobre, e il resto dell'anno in ogni angolo del Paese. E' il caso di dirlo, rischiando la banalità: il Pd finora ha risposto all'offensiva del governo senza quella determinazione e quella precisione che deve saper dimostrare, per tornare a giocare una partita alla pari con l'attuale maggioranza. Siamo minoranza, a volte troppo silenziosa, a volte inspiegabilmente incerta. Abbiamo subito troppo i 'simboli' del populismo della destra, abbiamo seguito le famose dinamiche interne fino ad incartarci, abbiamo burocratizzato l'attività di partito in un modo addirittura peggiore di quello dimostrato nelle precedenti esperienze politiche. Per tutte queste cose, che indurrebbero qualsiasi persona normale a starsene a casa, ad andare all'Ikea o al cinema, a visitare i parenti o a far serata con gli amici, dobbiamo essere a Roma. Per ricordare che è con la partecipazione di tutti, anche di coloro che sono lontani da Roma (lontani dagli occhi, lontani dal cuore?), che si costruisce una nuova speranza per l'Italia non (ancora) ridotta al berlusconismo. Noi ci dobbiamo essere. Per il Pd, ma anche (l'unico «ma anche» ancora sopportabile, in un'epoca di forti contrapposizioni) per noi stessi. Per dire «ci sono»: ci sono i democratici, insomma, nei tanti modi in cui si possono dire, e ci sono io. Ciascuno di noi, con le sue motivazioni e le sue aspettative. E ci sono i lavoratori, ci sono i cittadini, ci sono le speranze che sapevamo non potessero avere la scadenza dello scorso aprile. E' l'ultimo treno, quello che parte per Roma, e che ci porterà, al tramonto, al Circo Massimo, alla fine di una giornata che mi auguro sapremo collegare direttamente alle primarie di un anno fa e alle sfide che ci attendono. In ogni parte del Paese. Per dire a tutti e, prima di tutto, appunto, a noi stessi: «ci sono». E c'è quell'Italia democratica in cui non abbiamo mai pensato di non poterci riconoscere.»

Io ci sarò, anche se non so ancora con che mezzi raggiungerò la Capitale e tu?

martedì 7 ottobre 2008

Ecco perchè sostengo Dario

Leoluca Orlando è persona pacata, competente e professionale. Così Dario Marini - Candidato alla Segreteria Nazionale dei Giovani Democratici - risponde a Fausto Raciti che ieri in un'agenzia stampa "indica"Zavoli alla Presidenza della Commissione Vigilanza Rai.

Dario Marini aggiunge: "Invocare l'autonomia è sacrosanto, ma c'è bisogno di specificare di quale autonomia stiamo parlando. Se autonomia significa esternare le proprie idee come se la giovanile non fosse parte integrante del Partito, allora io non sono d'accordo. L'idea di autonomia che ho in mente è strettamente legata alla semplicità ed alla consapevolezza di poter, in quanto nuove generazioni, trovare soluzioni pratiche ai problemi che incontriamo ogni giorno senza pretese di avere una risposta per tutto".

domenica 5 ottobre 2008

Lo spettacolo della Democrazia

Nuovo appuntamento di Next. Della serie "non perdiamoci di vista". Il protagonista stavolta è lo spot elettorale, lo seguiremo nella sua storia per comprendere l'evoluzione della politica e della società. Con filmati e relatori d'eccezione vi aspettiamo alla cena (ma anche aperitivo) alle 19:30 di venerdì 17 ottobre alla Locomotiva di Vimercate (Piazza Marconi). Non mancate.
Alla prossima!

sabato 4 ottobre 2008

+ 1=4

Anche Salvatore Bruno è riuscito a raccogliere le firme necessarie. Gli sfidanti saranno dunque 4. Qui il blog de the last, but not the least Candidato alla Segretaria Nazionale dei GD.

S[on] rimasti in tre...

Dario Marini, Giulia Innocenzi e Fausto Raciti saranno i candidati alla Segreteria Nazionale dei Giovani Democratici. Inutile dire per chi tiferò, visto che sta nel mio blogroll.

Fausto è il candidato dell'establishment, originario di Acireale, risiede a Roma dall'elezione a Segretario Nazionale di Sg. Ha in mente una Giovanile che vuole ricalcare le orme di quella vecchia in tema di indipendenza: autonomia totale dal Pd.
Dario, come scriveva Pippo qualche giorno fa, è il selfmade candidate ed è sostenuto da coloro (sono tra questi) che vogliono un effettivo cambiamento nel Partito Democratico. Lo chiamano il candidato nordista, sarà perchè è di Brescia, ma sono sicuro che potrà essere tranquillamente il Segretario di tutti.
La sua concezione di autonomia è essenzialmente strutturale, perchè è assurdo pensare che una Giovanile di un Partito si discosti dal direttivo nazionale.
Giulia è stata la portavoce di Marco Pannella a Bruxelles. Radicale di Rimini. Fiera e combattiva. E' stata colei che ha denunciato la poca trasparenza nello svolgimento di queste Primarie e ha fatto così slittare la data delle consegne delle firme di qualche giorno. Se non ci fosse Dario voterei sicuramente per lei.

Il 17-18 ottobre andate a votare!

venerdì 3 ottobre 2008

Ponte

In questo clima uggioso stavo ripensando al mio viaggio in Sicilia di quest'estate. Pensavo al termometro sempre sopra i 35, al mare, al sole, ai templi di Girgenti e... al Ponte sullo Stretto.
Già perchè quest'anno quella strada l'ho finalmente fatta, e devo dire che il servizio migliore, alla fine, è stato proprio quello sullo Stretto (10 minuti per imbarcare; 25 minuti per arrivare dall'altra parte e 5 minuti per raggiungere l'autostrada siciliana).
Se penso, infatti, ai quasi 100 km monocorsia e alla buche (per usare un eufemismo) della Salerno-Reggio Calabria o all'autostrada Messina-Palermo, che somiglia tanto alla nostra provinciale Casatenovo-Missaglia-Montevecchia, mi domando che senso abbia velocizzare il traffico in quei pochi km sul mare, se, poi, il resto dell'arteria di collegamento tra Salerno e Palermo rimane da Terzo Mondo (e non è un'iperbole!).
Questa balzana idea del Governo B ci costerà 6 miliardi di euro, realizzerà una cattedrale nel deserto in un sito ad alto rischio sismico (7,1 richter), deturperà fortemente il paesaggio e sfratterà decine di abitanti di Torre Faro, luogo dove dovrà sorgere il pilone siciliano. Già, perchè coloro la pagheranno più cara saranno loro, che da un giorno con l'altro si troveranno senza tetto.

Tutto ciò mi ricorda qualcosa... mumble mumble..

Voto elettronico

Trovato sul blog di Ciwati. Geniale!

Il razzismo non esiste

Riina diceva "Cosa Nostra non esiste". Ora è il razzismo che, teoricamente, non dovrebbe esistere. Intanto ieri un povero ragazzo cinese è stato malmenato a Roma.

mercoledì 1 ottobre 2008

Ba(h)...descu

Anche Alemanno ha voluto mettere la sua tesserina per completare il puzzle del populismo dilagante, dando ad una nuova showgirl il compito di occuparsi di un problema che mai saprà gestire, ma si sa: l'immagine è tutto e, se è quella è di modella da calendario, è anche più bella da guardare.
Stavolta (si accettano scommesse su chi sarà la prossima) la velina/letterina/valletta in questione è Ramona Badescu, che è stata nominata consigliere del Comune di Roma per i rapporti con i romeni. Il fatto che sia romena ne fa un'esperta di integrazione sociale effettivamente (maddai!).
Mi si spieghi, poi, perchè i romeni hanno "diritto" a questa figura rappresentativa e immigrati provenienti da altri paesi no. Si starà facendo ancora confusione tra rom e romeni, forse?
Boh... sta il fatto che se mai avrò diritto ad un consigliere personale nominerò qualcuno per i rapporti con le "immigrate" svedesi. Per dire...

Caro direttore

Ecco la lettera che Walter ha scritto oggi al Corriere. Il leader è davvero tornato!

Questione di punti di vista

RAZZISMO insieme degli orientamenti e degli atteggiamenti che [...] attuano comportamenti che vanno dalla discriminazione sociale, giuridica e istituzionale alla persecuzione [...] volti a tutelare la purezza della razza superiore e la sua egemonia sulle razze inferiori.

Il De Mauro Paravia lo definisce così, ma qualcuno ha il coraggio di sostenere che questo non sia frutto di un atteggiamento razzista.