mercoledì 29 agosto 2007
20 anni...
Torno dopo più di un mese a scrivere su questo blog... torno dopo queste lunghe vacanze che mi hanno tenuto lontano da internet e pc.

Torno in tempo per festeggiare i miei 20 anni... già... da oggi sono più uomo che bambino... più prossimo all'età adulta che a quella infantile... più vicino ai 30 che ai 10... in breve, nonostante rispetto a ieri non sia cambiato nulla, oggi è un giorno particolare che m'impegna a riflettere su ciò che ho fatto e su ciò che avrò intenzione di fare...

Il pensiero vola all'età infantile... a quando sedevo nei banchetti formato mignon della scuola Citterio o a quando più spesso venivo sbattuto fuori dalla porta, ma l'incredibile è che non mi giungono solo immagini, ma anche dati sensibili agli altri sensi: l'odore dei quaderni o dei libri appena stampati... il sottosedia ruvido e le voci delle maestre... è strano, adesso non è più così... forse i bambini sono davvero più attenti al mondo che li circonda e più sensibili agli impulsi che emana... già... perchè ero un bambino... ed è incredibile pensare quanto limitata fosse la concezione di me stesso e del mondo rispetto ad ora, che comunque sono ancora al principio della mia esistenza (si spera, per Dio)... ero un bambino... e so... sento che quel Marco Lamperti dell'ultima fila col faccino timido, ma dal carattere ribelle ero io, ma quando, a volte, guardo delle fotografie o qualche disegno fatto da me allora, sento quell'immagine lontana... come se stessi guardando uno sconosciuto... e forse lo sono... sconosciuto a me bambino e sconosciuto è a me il fanciullo... (Pascoli, dove sei?)

L'adolescenza è stata tutta un'altra cosa... l'oggi è un perfetto continuum del mio essere adolescenziale... ma tra l'infanzia e quel periodo sembra che vi sia stata una spaccatura... come se io fossi diventato diverso... un altro... un alter ego risorto dalla morte del primo... forse è così per tutti... l'infanzia (almeno per i più fortunati) è il periodo in cui vivi sotto una campana di vetro... in cui tutto ti sorride e il mondo è rosa... dagli undici anni in poi, invece, vieni proiettato in questo mondo che cominci a conoscere poco poco e che sarai sempre convinto di comprendere, ma di cui, in realtà, non hai potuto nè vedere nè immaginare nemmeno un infinitesimo della sua vera natura...

Sono le 2:30... è molto tardi... starò dando fuori... i discorsi sono sconnessi volutamente... seguo il mio flusso di pensieri e, a dire il vero, questo stream of cousciusness sembra non avere fine... pare un'infinita riflessione che in realtà non ha luogo... o lo ha sempre: è la semplice constatazione della propria esistenza che ognuno fa in ogni istante della sua vita... anche nel più piccolo pensiero un uomo divide e pone ordine nella sua vita passata e presente...catalogando... catalogando e catalogando... vede spaccature... momenti colorati di nero e momenti colorati di rosa... ciò che è stato e ciò che è diventato... ognuno ce l'ha chiaro come l'orizzonte del panorama che si può ammirare dalla propria finestra... gli è familiare... lo può riconoscere... ma in realtà non sarà mai in grado di spiegarlo, perchè è così? Boh... osserviamo ciò che è in primo piano è più facile e più concreto...

E' così che vedo i miei vent'anni... pianificati e catalogati perfettamente in due tronconi che mai saprò descrivere o spiegare... 20 anni... è tempo che scelga che fare della mia vita... e non c'entra la facoltà universitaria che ho già deciso un anno fa... parlo di qualcosa di più grande... qualcosa che dia un vero significato alla mia esistenza... a 20 anni si deve iniziare questo progetto...

Ma chiudiamo qui questa pazzia e accingiamoci a festeggiare...

Cin cin...


"A vent'anni si è stupidi davvero... quante balle si hanno in testa a quell'età..."

(Francesco Guccini)

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