giovedì 19 luglio 2007
15...
...sono gli anni passati dalla strage di via d'Amelio e di Capaci... ed è in questo giorno, in cui ricorre la morte di Paolo Borsellino, che voglio ricordare tutti coloro che sono stati uccisi per aver lottato nel pool antimafia o comunque contro Cosa Nostra.

Prendo qualche nome a rappresentanza di tutti:

Cosimo Cristina, giornalista
Enrico Mattei, presidente dell'ENI
Mauro de Mauro, giornalista
Carmine Pecorelli, giornalista e avvocato
Boris Giuliano, capo della Squadra Mobile di Palermo
Cesare Terranova, magistrato
Piersanti Mattarella, presidente della regione Sicilia
Carlo Alberto dalla Chiesa, partigiano e generale dei Carabinieri
Emanuele Basile, capitano dei Carabinieri
Rocco Chinnici, magistrato
Giovanni Falcone, magistrato
Francesca Morvillo, magistrato e moglie di Falcone
Antonio Montinaro, agente della scorta di Falcone
Vito Schifani, agente della scorta di Falcone
Rocco di Cillo, agente della scorta di Falcone
Paolo Borsellino, magistrato
Emanuela Loi, agente della scorta di Borsellino
Vincenzo Li muli, agente della scorta di Borsellino
Agostino Catalano, agente di scorta di Borsellino
Pino Puglisi, sacerdote



Non tutti erano eroi votati al martirio, lo sono diventati inconsapevolmente; non desideravano immolarsi per la causa, amavano la vita quanto l'amiamo noi. Erano semplicemente convinti che lottare contro la Mafia fosse la cosa giusta da fare; i magistrati del pool ritenevano che questa loro creazione (il pool appunto) li avrebbe protetti: eliminare uno solo di loro non sarebbe stato di alcun aiuto a Cosa Nostra, perchè sarebbe stato solo un tassello a mancare all'appello del grande mosaico... troppo tardi si accorsero di aver sbagliato i loro calcoli... troppo tardi per evitare il proprio destino...

Grazie per averci indicato la via...

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posted by Marco Lamperti at 9.11 | Permalink | 0 comments
mercoledì 18 luglio 2007
Oil for what?
E' lo scandalo del momento, nonostante i giornali e la televisioni sembrino non considerare particolarmente la notizia, forse, perchè vi sono coinvolte grandi personalità italiane come Roberto Formigoni, Presidente della regione Lombardia.

Il tutto nasce nel 1995 col progetto Oil for Food dell'ONU che prevedeva un allentamento considerevole dell'embargo iracheno sulla vendita del petrolio in cambio di medicinali e generi di prima necessità per la popolazione.
In realtà si trasformò nel business più colossale per il governo dell'ex-dittatore e per le più grandi compagnie petrolifere del mondo.

E' Fabrizio Loioli a raccontare tutto questo a il Mondo, settimanale del Corriere della Sera; Loioli gestì dal 1997 al 2003 l'80% del programma Oil for Food e, ora, è finito sotto inchiesta in tre paesi: Italia, Grecia ed EAU.
Figlio di genitori appartenenti a due diverse etnie (europea e araba), entrò in contatto con il governo iracheno nel 1997 e da quel momento Saddam Hussein lo volle con sè per "gestire" il progetto Oil for Food.


Il governo dell'Iraq, grazie al progetto ONU, aveva la possibilità di vendere il petrolio a chi voleva e selezionava i propri clienti in base ad amicizie politico-economiche. Le società allocatarie facevano da mediatrici tra l'Iraq e le grandi compagnie petrolifere, quali TotalFina, ChevronTexaco, China Oil, Agip, Saras, Api e altre ancora tra le più importanti del mondo per un totale di più di 2100 società.
Attraverso la propria impresa, Loioli seguiva la negoziazione, la vendita (e quindi il prezzo di mercato) e anche la logistica del greggio dell'Iraq.
La vendita avveniva a prezzi di estremo favore, così da permettere attraverso tangenti, chiamate in modo più raffinato surcharge, di arricchire sia le società allocatarie che la nomenklatura irachena.
Inutile dire che di food la popolazione non ne ha vista neanche l'ombra e che quei fondi furono utilizzati da Saddam per "ricompensare" politici ed acquistare armi da molte nazioni occidentali (Germania, Russia, US e Gran Bretagna).

Nella vicenda sono coinvolte anche numerose compagnie petrolifere italiane (circa 200); Loioli racconta di come la Cogep, una piccola società siciliana gestita dalla famiglia Catanese, fosse riuscita anch'essa, nonostante le modeste capacità economiche, ad ottenere un'allocazione di greggio iracheno.
Fu proprio in quell'occasione che venne fuori il nome di Roberto Formigoni, che i Catanese identificavano come il loro pezzo da novanta.
Dopo che Loioli depositò queste dichiarazioni presso la magistratura italiana, si aprì un'inchiesta delle Nazioni Unite nei confronti del governatore della Lombardia, nonostante lo stesso testimone sottolineò la poca credibilità della dichiarazioni della famiglia Catanese.

La lista dei potenti coinvolti non finisce qui: andiamo oltreoceano: negli US la ChevronTexaco possiede numerose raffinerie adatte a trattare solo il petrolio iracheno (che è considerato il migliore sul mercato internazionale) e da anni la società vuole mettere mano al maggior quantitativo possibile; probabilmente il fatto che il segretario di stato, Condoleezza Rice, figurasse prima della sua scesa in campo, nel board della società ha dato un valido aiuto nell'allocazione del greggio presso la compagnia americana ed è per questo che molti cittadini americani ne chiedono le dimissioni per impeacement.

L'ONU è già diversi anni che indaga sulla questione, tanto che nei primi anni del decennio fu aperta un'inchiesta su l'Oil for Food, guidata da Paul Volcker, ex governatore della Federal Reserve, che ha districato una rete di corruzione politico-economica mondiale in cui sono coinvolte personalità di spicco internazionale.

...e la gente di Baghdad? In questo trambusto si è vista privare di beni di prima necessità da un governo apertamente osteggiato dalle nazioni occidentali, ma favorito dall'estrema corruzione europea e americana, eppure sono gli unici che in questa vicenda non sono ancora stati ascoltati.

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posted by Marco Lamperti at 9.29 | Permalink | 2 comments
martedì 10 luglio 2007
"La coerenza è l'ultimo rifugio delle persone prive d'immaginazione" Oscar Wilde? No, Osvaldo Mangone...
L'avevamo lasciato presso i banchetti davanti all'Arengario a raccogliere le firme per indire un referendum sui lavori di Piazza Trento, al suo duro ostruzionismo in consiglio comunale, ai commercianti del centro come loro paladino... ma di chi stiamo parlando? Ovviamente di Osvaldo Mangone, neoassessore alle opere pubbliche che tanto si era battuto durante l'amministrazione Faglia perchè i lavori per il parcheggio di Piazza Trento fossero interrotti.
Tutti i mezzi utilizzò per evitare la terribile opera del sindaco comunista.


Ora le cose sono cambiate: è lui l'assessore responsabile... che farà? Ma è ovvio... proporrà di creare 2 piani sotterranei in più... e i commercianti che tanto l'avevano accolto tra le loro braccia?
Beh, adesso il buon Osvaldo ha semplicemente cambiato idea, il parcheggio di Piazza Trento non è solo utile, ma si deve addirittura ampliare.
Mentre sul sito della campagna elettorale di Marco Mariani girano ancora slogan come "Piazza Trento: una vergogna!" la giunta discute sui 170 posti auto in più del nuovo silos...

OW o OM?

Amareggiato...

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posted by Marco Lamperti at 10.23 | Permalink | 1 comments
domenica 8 luglio 2007
Ritorno alle buone abitudini da Prima Repubblica
Tra il 20 e il 28 giugno (termine ultimo per la convocazione) si sono tenuti i consigli di quartiere. All'ordine del giorno: Convalida dei consiglieri eletti, Elezione del Presidente e del Vicepresidente.
Solo la circoscrizione 3, in cui la maggioranza è di centrosinistra, ha, però, ottemperato a tutti i tre punti. Nelle altre quattro, in mano alla CdL, è stata effettuata solo la convalida dei consiglieri.

La maggioranza cade ancora negli errori del passato... errori da Prima Repubblica: sempre attenta a dare ciò che ha promesso a chi l'ha promesso e a far sì che gli equilibri di potere non vengano guastati.
Nella ricetta di questo piatto c'è anche un buona di dose di arrivismo da parte di numerosi consiglieri che, pur di accapararsi la poltrona della Presidenza, sono disposti a mettere in crisi la loro stessa coalizione.

Ed è così che nelle circoscrizioni 1, 2, 4 e 5 la CdL si è presentata senza delle linee programmatiche circoscrizionali per i prossimi 5 anni, deludendo il pubblico presente e gettando nello sconforto l'opposizione, che ancora una volta si ritrova a confrontarsi/scontrarsi con un muro.
Dopo la convalida dei consiglieri eletti, infatti, si è proceduto con la discussione dei programmi presentati dal centrosinistra, che aveva, invece, rispettato i termini prescritti.
Nonostante siano stati inottemperanti al dovere davanti ai loro stessi elettori, i rappresentanti della CdL han voluto comunque bocciare ciò che era stato correttamente presentato dall'opposizione.


Solo in circoscrizione 2 (la mia) il programma dell'Unione è stato ritirato la mattina stessa del consiglio, così da permettere un corretto dibattito al prossimo consiglio (11 luglio) ed evitare che venisse bocciato senza essere nemmeno ascoltato.
Agli attacchi lanciati dai consiglieri di minoranza per il comportamento tenuto, ovviamente nessuno della CdL ha risposto adducendo spiegazioni minimamente sensate.

Ci ritroviamo dunque davanti all'ennesimo spreco di denaro pubblico, perchè noi consiglieri in quella riunione, senza nulla di fatto, abbiamo intascato il famoso gettone di presenza... all'ennesima presa in giro ne confronti della cittadinanza... all'ennesimo flop dell'Amministrazione Mariani...

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posted by Marco Lamperti at 12.05 | Permalink | 0 comments