Il Governo blinda il decreto che contiene anche la privatizzazione dell'acqua, che sta diventando di giorno in giorno una delle risorse più ricercate del pianeta.
A breve da un bene di tutti diverrà un bene per pochi.
Dalla Legge Galli (1994) in poi si è andati in una direzione di commistione tra pubblico e privato per superare innefficienze che, in realtà, non sono mai state risolte, con l'aggravante di un grosso rincaro dei prezzi.
Il principio ispiratore della legge del '94 era, infatti, superare le enormi perdite di rete e di gestione che avevano da sempre caratterizzato le società municipalizzate incaricate della distribuzione e della depurazione.
Se si puntava ad allontare parzialmente la politica per favorire la competenza, si è ottenuto esattamente il contrario, a causa di un grosso interessamento da parte delle banche, desiderose di fare affari d'oro e le uniche in grado di sorreggere quel tipo di investimenti, pur non avendo alcuna esperienza nel campo idrico (Monte dei Paschi per esempio).
Il sistema attuale, pur con il rincaro causato dalla parziale privatizzazione (40% circa per ogni società) verificatosi a partire dalla metà degli anni '90, ci ha permesso comunque di mantenere le tariffe più basse d'Europa. Se a Milano paghiamo 0,55 €/mc ad Amburgo e a Berlino si superano i 4,2 €/mc, mentre a Zurigo siamo attorno ai 3 €/mc e a Marsiglia ai 2,75 €/mc.
Con la cessione totale ai privati si rischierà di rialzare i prezzi sino al livello medio europeo (molto più alto), con la differenza che i prezzi di energia elettrica e gas in Europa sono decisamente più bassi rispetto a quelli in Italia (se la media europea supera di poco i 15 €/kWh, in Italia paghiamo circa 23 €/kWh; sul gas invece spendiamo dal 20 al 40% in più sulla media europea).
Insomma presto sborseremo di più anche sull'acqua con il risultato che saremo gli europei che più spendono per le tre risorse di prima necessità (acqua, luce e gas!).
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